Cos’è il metaverso? Approfondiamo insieme

Cos’è il metaverso? Approfondiamo insieme

Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza cyberpunk, descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar.

In esso, l’autore immagina un gemello digitale del mondo reale, in cui le persone, appunto tramite degli avatar e indossando un avanzato visore per la realtà virtuale, vengono proiettati in un ambiente totalmente digitalizzato.

In generale, i tecnologi considerano un metaverso un mondo virtuale dove un gran numero di persone possono riunirsi per giocare, lavorare e socializzare.

È il film Ready Player One, ispirato all’omonimo romanzo di Ernest Cline e diretto da Steven Spielberg, a portare sul grande schermo questo tipo di prospettiva.

Da Facebook a Epic Games (produttore di Fortnite), da Nvidia a Roblox (piattaforma di videogiochi ed esperienze virtuali che oggi vale 47 miliardi di dollari), oggi in molti stanno agognando di realizzare il metaverso; inseguendo il sogno di un nuovo grande mondo virtuale dove gli utenti, per mezzo di riproduzioni digitali di loro stessi (sotto forma di avatar), possano interagire fra loro, vivere una seconda vita, spendere soldi (in valute digitali) per abiti virtuali e per esperienze interattive multimediali, dai concerti ai film.

Sarà questo il nostro prossimo futuro? Internet diventerà una grande città virtuale da esplorare per mezzo dei nostri avatar? 

Oggi le aziende tecnologiche e i dirigenti hanno iniziato a discutere sempre di più la costruzione di un “metaverso” come tecnologia successore degli smartphone e dell’internet mobile, questo proprio perché il metaverso è strettamente legato alla realtà virtuale e alle tecnologie di realtà aumentata attualmente sviluppate da Apple, Google, Amazon e Microsoft e Facebook.

In un’intervista con The Verge pubblicata all’inizio della scorsa settimana, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha espresso la volontà del colosso a concentrarsi verso questo futuro. A tal proposito, Facebook creerà un team di prodotto per lavorare sul “metaverso”.

Facebook sta infatti investendo pesantemente nelle tecnologie AR e VR per far in modo che l’azienda possa controllare la propria piattaforma hardware invece di essere controllata dalle regole che Apple e Google mettono sui loro app store.

“La mia speranza, se lo facciamo bene, è che nei prossimi cinque anni o giù di lì, in questo prossimo capitolo della nostra azienda, possiamo passare nella concezione delle persone che ora ci vedono principalmente come una società di social media ad essere una società di metaverso”, ha aggiunto Zuckerberg nell’intervista.

Sotto molti aspetti, il metaverso è chiaramente l’espressione suprema della futura tecnologia social.

Quali sono però i problemi di oggi per raggiungere il futuro?

Parlare di metaverso sembra facile: i visori di realtà virtuale ci sono; le piattaforme di sviluppo arriveranno e le monete virtuali sono già parte integrante di molti mondi videoludici. Il problema è principalmente uno: affinchè ci sia un metaverso, all’interno di cui sperimentare vari servizi, tutte le società devono riconoscere un’entità neutrale che gestisca il metaverso. 

Esattamente come Internet è aperto e al suo interno sono stati creati i servizi di streaming, i siti di informazione, le piattaforme per i video, i forum, i portali di e-commerce e altro ancora, allo stesso modo il metaverso dovrà essere l’equivalente virtuale di un grande prato verde condiviso sopra cui le società (come Facebook, Nvidia, Epic Games e Roblox) posizioneranno le proprie case e i propri recinti privati.

L’avatar dell’utente dovrà muoversi attraverso il metaverso con la stessa facilità con cui oggi, con un computer o uno smartphone, si passa da un sito web all’altro.

Al momento ognuna delle società sta correndo per essere la prima a creare una piattaforma così stabile e riconosciuta come ottimale che rappresenterà il terreno neutrale che le altre, a quel punto, dovranno usare per i loro servizi.

In un mondo di brevetti e di software proprietari, il metaverso richiede tanta collaborazione.

Chi arriverà per prima a tagliare il traguardo di questo nuovo futuro?

Lascia un commento